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Fortuna Tondi, una vita
spesa tra forza e coraggio


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Al Ministro dell’Interno On. Roberto Maroni Al Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa Egregio Ministro

Qui a Caivano, nella provincia di Napoli, si vive in un contesto veramente difficile, in una realtà che “fa paura” e dove le difficoltà, legate alla sicurezza, sono veramente moltissime.

Mi chiamo Fortuna Tondi  e vivo qui a Caivano, sacrificando la mia vita e quella di mio marito, oltre quella dei miei figli. Sono titolare di una macelleria e salumeria, messa in piedi con enormi sacrifici. Onestamente, devo dire alle SS.LL. di non poter più sopportare il grave dato costituito dall’assenza totale delle Istituzioni. Esse si limitano a non fare il loro dovere. Noi siamo stati distrutti dalla microcriminalità. Questo il Dato sconfortante e doloroso! Nove rapine (in otto anni!) ci hanno ridotti sul lastrico! Io, però, non mi fermo, non mi arrendo… a costo di farmi ammazzare! Dovete sapere che non mollo anche perché devo andare avanti…non abbiamo alternative.

Ho scritto anche al  Presidente della Repubblica, ho rischiato di perdere una delle mie figlie, incinta di sette mesi (i malviventi l’hanno resa ostaggio con una pistola senza pietà sparando poi contro mio figlio e mio marito), ma cosa si aspetta? Che ci ammazzano prima tutti? E poi? Egregio ministro, io non vorrei (per causa dell’abbandono dello Stato) sentirmi costretta a rivolgermi a persone sbagliate solamente per essere aiutati… ma andremmo nell’illegalità e sappiate che ci avrete spinto voi!

Il malaffare e la microcriminalità si sono presi tutto: il mio paese è stato regalato a gente poco perbene su un vassoio d’oro da chi ci dirige, altri negozi nella mia strada hanno già chiuso. Io piuttosto mi faccio ammazzare ma non chiudo, noi abbiamo sempre fatto il nostro dovere pagando le tasse, credo che lo Stato debba fare il suo  di dovere, la sua parte (com’è d’obbligo!), lo Stato deve soccorrerci! Qui siamo alla rovina fisica e morale ed in una situazione economica terrificante, non è bello vedere lo Stato assente, sordo a queste richieste. Non è giusto che lo Stato assista passivamente e che ci abbandoni al nostro tragico destino! Qui a Caivano c’è bisogno dell’Esercito. 

 Ma quello che vorrei chiedere  è: 1.come volete sconfiggere il cancro della malavita o quello del crimine organizzato? Quello che ci perseguita da anni senza che lo Stato possa muovere un solo dito!  2.Come volete sconfiggere la microcriminalità che pure ci perseguita?  3.Cosa dobbiamo fare, a Vostro parere, noi commercianti per potere vivere tranquillamente?  4.Rafforzerete, a Caivano e nelle zone a rischio della città, i pattugliamenti della Polizia e Carabinieri?  5.Da chi siamo tutelati?

Molto Distintamente ed in attesa di Vostro Riscontro Fortuna Tondi  


(martedì 14 aprile 2009)
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