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I nuovi schiavi

Denunciati 32 imprenditori del’area napoletana. Reclutavano extracomunitari che venivano successivamente sfruttati sui cantieri edili della zona. La paga arrivava a stento ai venti euro al giorno


di redazione

Reclutavano extracomunitari pagandoli 20 euro al giorno per realizzare costruzioni abusive: 32 piccoli imprenditori edili partenopei sono indagati dalla Digos del capoluogo campano per sfruttamento di manodopera clandestina. È quanto ha scoperto la digos di Napoli che, su delega della direzione distrettuale antimafia del capoluogo partenopeo, ha denunciato 32 piccoli imprenditori edili locali con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per realizzare i manufatti abusivi, soprattutto nel quartiere Pianura di Napoli, gli imprenditori, tutti napoletani, hanno dato lavoro a extracomunitari «procacciati in strada come prostitute davanti agli occhi di tutti» ha sottolineato il capo della digos Antonio Sbordone. L’indagine costituisce un filone della più ampia attività compiuta nel 2008 a seguito della rivolta a Pianura contro la realizzazione della discarica ed ha oggetto l’accertamento dei collegamenti fra le attività di abusivismo edilizio e il clan Lago. Gli extracomunitari impiegati hanno tutti intorno ai 30 anni e sono originari prevalentemente di Togo, Ghana e Costa D’Avorio. Dal litorale domizio, ogni mattina intorno alle 7, arrivavano in 40-50 alle rotonde di Pianura, lungo le vie Montagna Spaccata, Sartania e Padula. Solo una decina riusciva a trovare un lavoro pagato dai 20 ai 30 euro al giorno. «Questo fenomeno di caporalato - è stato spiegato dalla digos - è nuovo in città a Napoli, forse qualche caso c’è a Giugliano in Campania mentre è molto diffuso nel Casertano ma nel settore dell’agricoltura». Durante le indagini la polizia giudiziaria ha realizzato anche filmati che accertano l’esistenza di una costante attività di caporalato a Pianura.

(martedì 22 dicembre 2009)
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