L’acqua ai privati
Ecco cosa prevede il decreto Ronchi approvato in via definitiva alla Camera. Tra i servizi pubblici che verranno liberalizzati c’è anche quello idrico. Le dure proteste delle associazioni dei consumatori e della Cgil
di Angelo De Vito
Il decreto Ronchi, approvato in via definitiva oggi alla Camera, prevede all’articolo 15 la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Il testo disciplina gli affidamenti da parte dei Comuni della gestione di tutti i servizi pubblici locali con l’obiettivo di promuovere la concorrenza. Riguarda quindi non solo la gestione dell’acqua ma anche, ad esempio, i rifiuti o il trasporto pubblico locale.
Viene introdotto, in buona sostanza, l’obbligo di affidare i servizi solo con lo strumento della gara e non più, salvo in casi eccezionali, con la cessione diretta con la formula dell’in house. Alla gara possono partecipare imprese private, ma anche pubbliche o miste. Tutti gli appalti affidati senza gara decadono il 31 dicembre 2010. La normativa prevede, però, delle deroghe se il Comune cede ai privati almeno il 40% del proprio capitale o se le aziende sono quotate in borsa. Ecco, in pillole alcune delle norme:
Fuori gas, trasporto ferroviario, elettricità e farmacie - Dalla liberalizzazione vengono esclusi, oltre alla distribuzione del gas, anche quella dell’energia elettrica, del trasporto ferroviario regionale e delle farmacie comunali oltre che il trasporto pubblico locale per le regioni autonome.
Obbligo gare - Dal 31 dicembre 2010 tutti gli affidamenti che non sono il frutto di una gara cessano. Arrivano fino al 31 dicembre 2011 o a scadenza se, a quella data, gli enti affidanti cedono ai privati il 40% della proprietà. Gli affidamenti a società quotate cessano alla scadenza del contratto se la quota pubblica scende, anche progressivamente, sotto il 40% entro il 30 giugno 2013 e sotto il 30% entro il 31 dicembre 2015.
Società miste pubblico-private - La riforma apre alla possibilità che alle gare partecipino anche società miste pubblico-private (ma con almeno il 40% di privato).
Acqua bene pubblico - Con un emendamento a prima firma di Filippo Bubbico (Pd) introdotto al Senato, è stata specificata l’esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare per quanto riguarda la qualità e il prezzo del servizio in base al diritto alla universalità e accessibilità del servizio.
In house per comuni virtuosi - Proprio in base a questo la Lega con un ordine del giorno ha chiesto che nella stesura del regolamento attuativo dell’articolo 15 venga considerata l’ipotesi di deroghe per i comuni virtuosi che, tramite la gestione in house riescono comunque a mantenere tariffe basse e un buon livello di servizio.
Authority - Il governo, come in più occasioni ribadito dal ministro per gli Affari regionali Raeffale Fitto, è intenzionato, come chiesto dall’opposizione, nell’ambito del regolamento attuativo, a creare un organismo di regolazione del settore idrico. Le ipotesi in campo sono quelle di una Authority vera e propria, di una sezione specifica in capo a quella per l’energia o di un rafforzamento del Co.vi.ri (il comitato per la vigilanza dell’uso delle risorse idriche).
(venerdì 20 novembre 2009)
|
-
Nicola Cosentino avrebbe almeno in un paio di occasioni incontrato i fratelli Orsi legati ai casalesi. Questo emergerebbe dalle intercettazioni al centro di una battaglia legale
-
Come avevano promesso gli operai della Fiat di Pomigliano hanno trascorso con le famiglie il Natale al municipio. Sono i precari che alla scadenza del contratto torneranno a casa. Messa di solidarietà celebrata dal vescovo
-
Denunciati 32 imprenditori del’area napoletana. Reclutavano extracomunitari che venivano successivamente sfruttati sui cantieri edili della zona. La paga arrivava a stento ai venti euro al giorno
-
Dopo il suicidio del 45enne ebolitano a Salerno si ripropone prepotentemente la questione delle condizioni di invivibilità in molti istituti di pena. Nel 2009 sono morti 171 detenuti
-
Un imprenditore prestanome dei boss aveva un tesoro del valore di circa 40 milioni di euro. I beni si trovano in tutta la Campania, in Calabria, nel Lazio e nel Molise. A Salerno nel mirino una società di distribuzione del gas
-
Sono stati i Verdi a rivelare quali sono i siti individuati dall’Enel e indicati in uno studio inviato al governo. La struttura campana rientra nel territorio di Sessa Aurunca. Gli ambientalisti hanno annunciato che si opporranno al progetto
-
Trent’anni di reclusione ai complici del 17enne che durante la tentata rapina alle Poste di Pagani ammazzò il tenente dei carabinieri Marco Pittoni. Il pm Sessa aveva chiesto due ergastoli
» altre notizie nella rubrica
- Le mappe dei clan
Oltre la criminalità del Napoletano e del Casertano, più spesso sotto in riflettori dei media: ecco le mappe dei clan che si muovono nelle altre aree della regione. Prima puntata sui clan salernitani, tra droga, racket e appalti per la A3. Dove è sempre più penetrante la presenza dei «casalesi» (popolarità: 3 %)
|