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Le "Imperfezioni" di Alessandro Antonino

Un ’ritorno a casa’ a lungo meditato dall’artista, di origini partenopee, che è presente per la prima volta nella sua città con questa interessante rassegna di pittosculture nella splendida cornice del Castel dell’Ovo fino al 12 ottobre prossimo


di redazione

NAPOLI. Fino al 12 ottobre 2009 il Castel dell’Ovo di Napoli ospita la mostra "Imperfezioni" di Alessandro Antonino, con il Patrocinio di Regione, Provincia e Comune di Napoli. Si tratta di un ’ritorno a casa’ a lungo meditato dall’artista, di origini partenopee, che è presente per la prima volta nella sua città con questa interessante rassegna di pittosculture.

Nelle sale del Castello saranno in mostra circa 80 opere di diverso formato, indicative della suggestiva ricerca pittorica che Antonino ha avviato nell’ultimo decennio. E’ in questo periodo che il suo percorso espressivo, già segnato con ottimi risultati dalle tecniche della pittura a mosaico, raggiunge ulteriori livelli di efficacia grazie all’impiego dell’argilla, plasmata dalle mani dell’artista e poi cotta nel fuoco, che prende vita e colore fino a conferire alle opere una complessità nuova.

Le pittosculture di Alessandro Antonino approdano ad una particolare visione della realtà che lui stesso definisce la bellezza dell’imperfezione. Per l’artista è questa, infatti, la vera perfezione del mondo, dove diversità è la bellezza della natura che ci circonda ed il gene che rende unico l’essere umano. Ecco allora le sue tele come scatole magiche, aperte su squarci autobiografici o dell’immaginario in cui le radici dell’artista, il suo vissuto e l’intensità del pathos sotteso prendono forma e dimensione creando particolari suggestioni.

Alessandro Antonino è nato a Napoli il 3 settembre 1973 da una famiglia che ha l’arte nel sangue. Dopo l’Accademia di Belle Arti inizia a dipingere e sviluppa subito particolari tendenze espressive. Nella sua pittura, filtrati attraverso le esperienze di Guttuso e gli echi di Nabis, di Gauguin e dell’Espressionismo informale, si ritrovano - dopo un periodo iniziale ispirato ai grandi del ’700 e ’800 napoletano - temi diversi che evidenziano il suo amore per la natura ed il grande fascino subito per l’universo femminile che ha a fondo indagato. Più recente è l’approccio alla pittura a mosaico, nato dall’amore per la sua terra e per le sue radici multirazziali. Ha ulteriormente affinato questa tecnica con il mosaico intagliato in sculture-quadro, che assumono una valenza espressiva di notevole efficacia.


(martedì 22 settembre 2009)
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