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"Moro poteva essere salvato"

Inquietante rivelazione di Ciro Cirillo durante la presentazione del libro di Tonia Limatola. "Come nel mio caso sarebbe bastato pagare un riscatto". Pare che la cifra raccolta sfiorasse i quaranta miliardi di lire


di Angelo De Vito

«Aldo Moro poteva essere salvato pagando un riscatto in denaro, proprio come accadde con me». Lo ha sostenuto Ciro Cirillo (ex assessore regionale all’urbanistica e lui stesso ostaggio delle Brigate Rosse dal 27 aprile al 24 luglio 1981) nel corso della presentazione del libro-intervista firmato da Giuliano Granata e Tonia Limatola, «Io, Cirillo e Cutolo - dal sequestro alla liberazione», edito da Cento Autori. Sollecitato dalle domande del giornalista Nico Pirozzi, che ha moderato l’incontro, Cirillo ha aggiunto: «A rivelarmelo furono i miei stessi carcerieri, che mi spiegarono anche che quando la trattativa prese il via era già tardi. Troppo tempo era inutilmente passato, prima di capire che c’era la possibilità di percorrere anche questa strada». Altri tasselli al mosaico sono, successivamente, stati aggiunti da Giuliano Granata, ex capo della segreteria particolare di Cirillo e componente della direzione nazionale della Dc, protagonista della trattativa parallela con il capo della Nco, Raffaele Cutolo, e i servizi segreti, nel carcere di Ascoli Piceno. «La cifra messa a disposizione dei brigatisti in cambio della liberazione di Moro - ha spiegato l’ex sindaco di Giugliano - era di circa quaranta miliardi di lire». Il tempo, però, non giocò a favore dell’ostaggio, che fu ucciso 55 giorni dopo il sequestro. «Il prevalere dell’ala militarista del movimento diede una svolta tragica al sequestro», ha concluso Granata.

(martedì 21 aprile 2009)
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