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Quando l’emergenza risveglia i popoli

Iniziative e riflessioni dell’Associazione Onlus "Think Thanks" intorno al tema dei rifiuti in Campania. Un’analisi sulle ripercussioni che la crisi dei rifiuti in Campania ha generato nel tessuto sociale nella mostra "Ambientare la città", sulle criticità ambientali della nostra regione


di Fiorella Di Napoli

Una mostra fotografica che mette a confronto Napoli, afflitta dalla questione dei rifiuti, con realtà dove si registra una situazione ambientale diversa: Barcellona, Il Cairo e Capannori, piccola cittadina in provincia di Lucca. “Ambientare la città” è un’insolita iniziativa promossa dall’associazione Onlus “Think Thanks” in collaborazione con la “Alter ego” di Bagnoli, e che ha visto il coinvolgimento di diverse scuole di Napoli. Un’occasione questa che non solo sensibilizza i più piccini al tema dell’emergenza rifiuti in Campania, ma che li rende consapevoli dell’esistenza di realtà in cui, a differenza della città partenopea, i principi dello sviluppo sostenibile sono pienamente affermati.

L’INIZIATIVA-L’emergenza dei rifiuti "made in Naples" è stata al centro dell’attenzione della mostra fotografica “Ambientare la città” organizzata dal gruppo di ricerca della onlus “Think Thanks”. Le immagini, esposte presso la sede dell’associazione “Alter ego” di via Caio Mario, sono state scattate da alcuni fotoreporter testimoni di suggestivi scenari che fanno da sfondo a Barcellona, Il Cairo, Nairobi e la piccola Capannori. Fotografie che ritraggono come in queste città del Mediterraneo siano state applicate delle efficaci politiche ambientali: istallazione degli impianti fotovoltaici ad opera del governo spagnolo, raccolta porta a porta e riciclaggio dei rifiuti da parte degli Zabbalin (netturbini) egiziani e l’ottimizzazione dello smaltimento dell’immondizia in provincia di Lucca, dove viene portata avanti l’iniziativa di ridurre a zero la produzione della spazzatura. Infine Napoli che, con il suo intreccio inestricabile di rifiuti tossici e discariche abusive, è l’antitesi di tutte le realtà ritratte nelle fotografie esposte. Un confronto, questo, che non è solo provocatorio ma che invita i giovani a riflettere sulle possibili soluzioni capaci di tamponare l’emergenza campana. Riduzione, Riutilizzo, Riciclaggio e Recupero: questi i quattro consigli suggeriti dall’UE, di cui l’associazione di Iaccarino, in occasione della mostra fotografica e dell’incontro con le scuole, si è fatta promotrice.

RIFLESSIONI-E’ possibile individuare nell’emergenza rifiuti degli aspetti positivi? A fornire una risposta rassicurante è il ricercatore del Cnr, Marco Armiero, che ha preso parte ad “Ambientare la città” organizzando un interessante workshop sulla giustizia ambientale in Campania, al quale hanno aderito anche dei comitati civici. “La crisi dei rifiuti- ha spiegato il ricercatore- ha fatto emergere nuovi focolai di democrazia e partecipazione”. Infatti, facendo luce sull’attivismo, sulla militanza e sulla partecipazione di chi, durante l’emergenza rifiuti, ha tentato di difendere il proprio territorio dall’invasione dell’immondizia, Armiero ha dichiarato che “la crisi della spazzatura ha creato le premesse per il costituirsi di una società più unita”. Una prospettiva, questa, condivisa anche dal coordinatore di “Think Thanks”, Lucio Iaccarino, secondo il quale le manifestazioni avvenute mesi fa nella periferia partenopea, testimoniano la rivendicazione della cittadinanza nel voler riacquisire un ruolo attivo nel tessuto sociale.

“E’ nella lotta- ha dichiarato l’ideatore del workshop- che cittadine e cittadini hanno imparato a riconoscere il luogo dove vivono come la loro terra, e a pensarsi come comunità”. Il merito, ha spiegato Armiero, va soprattutto ai comitati civici della Campania che, grazie alle loro “lotte” e alle loro manifestazioni, non solo hanno rivendicato l’appartenenza al proprio territorio ma hanno anche posto i riflettori su luoghi a tanti sconosciuti: Taverna del Re, Pianura, la cava del poligono, Macchia Soprana, Chiaiano, etc.. I comitati, infatti, sono stati in grado di consolidare il tessuto sociale e di rimpossessarsi degli spazi di partecipazione, malgrado l’invasione dei rifiuti e delle discariche li abbia resi dei non-luoghi.


(sabato 11 aprile 2009)
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