“Alla fine ce l’hai fatta! Dopo lunghi anni di sacrifici finalmente hai raggiunto la tua meta agognata. Laurea, diploma, licenza media abilitazione o altro titolo che sia i tuoi sforzi sono stati ripagati(….) E’ bene comunque che tu ti goda il tuo momento magico (…)Se poi sei quello che era impaziente di lavorare, davvero non vorrei essere nei tuoi panni.”
È così che, per summa vestigia rerum, si apre il “manuale di istruzioni per l’uso del lavoro” del giovane autore sarnese Massimo Famularo. In queste sue prime battute già siamo in grado di capire come e di che cosa tratta il libro. Un linguaggio semplice, di fruibile accesso a tutti, che permette una lettura veloce e divertente su un tema che ahimè, di esilarante non ha proprio nulla. Ebbene il giovane Massimo si è addentrato nei meandri del mondo del lavoro ed è riuscito a trovare qualcosa di “comico” su questo universo sempre meno accessibile ai giovani. L’autore passa in rassegna ogni momento della vita di un giovane laureato partendo dal momento in cui “ti sembra di avere tutto, di aver finito di dannarti l’anima per aver raggiunto la tanta “agognata meta”, la tanto sudata laurea, per passare poi per stage e dottorati fino ad arrivare ai primi concorsi pubblici ai primi colloqui di lavoro”. Analizza anche tutte quelle categorie a noi, oggi, molto affini : i precari, i disoccupati e i raccomandati di turno. Un manuale davvero simpatico che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo. Un exemplum in cui tutti potremmo, o possiamo ritrovarci. Un insieme di situazioni che ci danno la possibilità di immedesimarci nell’autore e di leggere tutto d’un fiato il manuale che consta solamente di 73 pagine. Una scelta decisa questa del numero di pagine come anche l’approccio stilistico del tutto innovativo. Il suo incipit non è il solito capoverso d’attacco, bensì un “Incipit in 160 caratteri”. 160 caratteri perché riporta una carrellata di sms che sembrano quelli ricevuti da tutti sul proprio cellulare: l’esame della propria ragazza, i vari ti amo e in bocca al lupo; gli sfottò di colleghi ed amici; il Conto Amico che ti informa “di quanto fa schifo il tuo conto e di come fare soldi”; i vari no, “ il suo profilo non corrisponde a quello richiesto” inviati dalle agenzie a cui ti sei rivolto per “lavorare” (ahahahah ndr) etc. Tutto comunemente riscontrabile, anche il linguaggio. Gli sms vengono riportati nella loro sacrosanta grammatica fatta di elisioni e troncamenti e tutto il libro è ascritto con un linguaggio che sembra davvero il discorso di ognuno di noi intriso di sentimenti, emozioni e perché no, parolacce ( i canonici vaffa... e cazzo… tipici della comune incazzatura ndr ). Ma non è il solo stile ad essere innovativo. Il libro, infatti, è particolare anche nella sua distribuzione. Esso è stato scritto per la casa editrice Lulu.com, la prima ad aver portato in Italia l’editoria “on demand” americana. L’editoria on demand è un nuovo modo di fare libri. Un autore può pubblicare il suo libro a costo zero usufruendo semplicemente dello spazio che “Lulu” in questo caso mette a disposizione sul web senza dover dipendere da una casa editrice. Come funziona? semplice: Scrivo un libro, lo mando in formato digitale ad uno di questi “editori virtuali” , e se qualcuno decide di acquistarlo questo verrà stampato a richiesta prima della spedizione. E questo, come scrive Massimo Russo nel blog Cablogrammi, “permette anche un notevole risparmio di carta in quanto vengono stampati solamente i libri che vengono effettivamente acquistati. Almeno fino a che la nuova tecnlogia e-ink, non soppianterà definitivamente la carta.
chiunque ha un libro nel cassetto ora può pubblicarlo. Infatti “Le faremo sapere” può essere acquistato on-line collegandosi a questo link http://www.lulu.com/content/2409009. Per soli 99 centesimi si può scaricare il pdf del libro oppure per 5,99 cent si può ordinare la copia cartacea che, per risparmiare le spese di spedizione, si può ricevere tramite e-mail scrivendo a lefaremosapere@cosmopoli.it. Un modo davvero innovativo di fare libri che va al passo con i tempi e la tecnologia.
Chi è Massimo Famularo?
Domanda da 1MM di dollari. 31 anni, sposato con Ilaria. Dopo la laurea ineconomia alla Luiss ho lavorato negli ultimi otto anni per banche di
investimento e società di consulenza direzionale.
Oggi sono gestore di portafoglio per la “Jupiter Finance” società del Gruppo CIR (holding della famiglia De Benedetti proprietaria tra l’altro del Gruppo l’Espresso e di Sorgenia). Finora suona un pò come un curriculum vitae, ma
non prendetevela con me se oggi qualifichiamo una persona (soprattutto un
maschio adulto) in base al lavoro che fa. Se poi detto così suona cinico,
pensate alla faccia che avreste fatto se avessi esordito con "marito
amorevole" o "amico sincero" o "pensatore liberale". Lasciamo perdere, eh?
Quando e come nasce la tua passione per la scrittura?
Diciamo che quando posso mi piace scrivere. Ho iniziato in
prima media all’ ”Amendola” di Sarno scrivendo recite natalizie che il buon
professore Enzo Cutolo si degnava a dirigere. Al liceo ho fondato il
giornale scolastico “TLC News” (il classico di Sarno si chiama Tito Lucrezio
Caro). Poi ho scritto articoli e racconti pubblicati un pò in giro
prevalentemente su internet. Il primo libro nel 2001 per la “Di Salvo Editore”
di Napoli, oggi “Le Faremo Sapere” per Lulu.com. Poi basta se no diventa
noioso.
Come mai l’ idea di scrivere un libro o meglio questa “guida semisera al mondo del lavoro”?
Diciamo che scrivo un libro ogni volta che penso di poter mettere giù qualcosa che a
qualcuno potrebbe interessare o piacere leggere. Con Le Faremo Sapere mi
sembrava ci fosse un tema abbastanza attuale di cui parlare. Parlare del mondo del lavoro, del modo in cui ti trattano quando vai a fare i colloqui, delle “assunzioni” se così vogliamo dire, non è mai abbastanza. Negli anni avevo accumulato una certa esperienza e scritto dei testi simpatici. Ho raccolto quello che avevo, ho aggiunto un pò di materiale fresco ed ecco il libro.
Qual è la cosa che ti ha inspirato e ti ha dato l’ input per intraprendere
questa "avventura"?
L’idea che ci fosse una realtà comune ad un vasto gruppo di persone di cui
valeva la pena parlare. Per far sorridere un pò quelli che la vivono e per
raccontarla a quelli che non la conoscono.
C’ è qualche aneddoto particolare legato alla stesura del libro?
Nessuno che io ricordi.
Il sottotitolo fa riferimento alla "Lettera semiseria" di Giovanni Berchet
del ’800? Cioè vuole essere un racconto " leggero"?
No, non conosco il testo di Berchet. L’idea era quella di un testo che
prendesse un pò in giro le guide e i manuali che pretendono di “insegnarti ad
avere successo”.
La scelta della copertina. Cosa simboleggiano per te gli omini della lego?
Sono i lavoratori e gli aspiranti lavoratori. I destinatari della pernacchia
di Alberto Sordi nel celebre film. Ringrazio l’amico Enrico Sirico che mi ha
fornito l’immagine.
Cosa ritieni che sia il "Lavoro"?
Quello che fai in cambio dei soldi per mangiare. Quello che rare volte ti
piace e tante altre sei costretto a fare. La controparte con la quale devi
trovare un accordo per vivere sereno.
Perchè i lettori dovrebbero acquistare il tuo libro?
Per sorridere (qualcuno finora ha anche riso) e in qualche passaggio per
riflettere. Non ambisco ad ottenere più di questo.
Dai un consiglio ai giovani che stanno per addentrarsi nel mondo del lavoro.
Leggere la mia guida ovviamente. Scherzo. Il consiglio per quanto banale è
quello di non darsi per vinti: da qualche parte in giro c’è un lavoro che
contiene la giusta miscela di soddisfazione per le proprie ambizioni e di
congrua remunerazione per sbarcare il lunario. A forza di insistere alla fine
lo trovi. Io ci sono riuscito.